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Otto marzo. Festa delle donne.

Oggi il presidente Napolitano ha detto ‘parità’ lontana. Basta con la donna ‘oggetto’. Ho deciso di non regalare mimose a nessuna delle mie amiche. Neanche a mia sorella. Neanche a mia madre. Ho deciso che non è giusto onorare e festeggiare qualcuno solo perché è donna. Non oggi. Non nel duemilaundici. (…) E allora ho deciso di festeggiare in altro modo: scrivendo. Raccontando l’otto marzo di Belen, di Ilary, di Carla’ (quella con l’accento)… Di tutte le donne che prestano il loro corpo, le loro forme, le loro curve alla mercificazione e alla creazione del mito pubblicitario della donna oggetto del desiderio. È da quando vivo in questo mondo e frequento aziende, agenzie, pubblicitari e media che sento ripetere il refrain ‘donne e motori’, ‘donne e lusso’, ‘donne e champagne’, ma anche, perché no, ‘donne e vernici’, donne e dadi’ e ‘donne e brillantanti’. Siamo arrivati anche a ‘donne e telefoni’. E da mò. Belli i tempi in cui ‘una telefonata allungava la vita’, in cui una mucca (che pochi ricorderanno smarrita da una Luciana Littizzatto alle prime armi) fermava un treno e costringeva tutti i passeggeri a prendere un telefonino in mano, Bocelli compreso.

Lontani i tempi in cui Omnitel era la nuova, libera rete che contrastava il monopolista. All’inizio era chiaro: Telecom e Tim erano la famiglia italiana, il ‘telefono di casa’ e quello ‘personale’, gli slogan ‘mi ami ma quanto mi ami, mi pensi ma quanto mi pensi’. Poi, d’improvviso, arriva il turbine Megan Gale, arrivano gli spot da ‘CAR wash’ con le curve bagnate dalle pompe (dell’acqua …eravamo ancora pudichi, allora…) arriva la sensualità prorompente e contagiosa. Dopo anni di ‘tenere duro’, anche il monopolista Telecom, causa i repentini cambi di management, abbandona la famiglia come valore portante, e dà il benvenuto alle modelle e alle strafighe, alle Kasie Smuniak e alle Belen, e, mentre Wind si perde in racconti ironici del trio Aldo Giovanni e Giacomo che vi sfido a legare in qualsiasi senso logico a una tariffa o a un’offerta telefonica, anche il quarto arrivato, quello del videofonino, si inerpica per le curve delle Aida Yespica e consimili. E la televisione, le pagine dei giornali, i muri delle città straboccano di seni gonfiati, di salvagente al posto delle labbra, di Santanchesche caricature di donne… Di quello che alcuni pensano sia ‘la donna’.

Basta. Mi rifiuto. Non serve. Non è necessario… e non è neanche utile! Non funziona più. Al di là di far felici un ristretto gruppo di manager d’azienda che sbavano davanti ai casting, stretti nei loro gessatini striminziti e nelle loro finte church prese al’outlet, questi stereotipi non funzionano più.

Tim farà a meno di Belen e? …e ce ne faremo una ragione (e ne abbiamo preso una brava… Era De Sica e della sua comicità all’amatriciana che non se ne poteva più). Ma nel frattempo, il competitor, quella Vodafone che a suo tempo nacque dalla Omnitel orfana di Megan Gale, già da tempo guadagna quote di mercato sempre crescenti grazie alla bellissima saga della famiglia ironica italiana della coppia Ilary/Totti, nuovi Sandra e Raimondo della pubblicità italiana. E la stessa Telecom Italia, per la campagna istituzionale, rispolvera la famiglia, gli affetti, la bimba nella culla e il passare dei decenni…legati al telefono.

Basta. Non serve più. I corpi nudi, maschili come femminili, servono a suggerire sensualità, e vanno bene per i profumi, le creme, i rassodanti e gli emollienti. Cosa c’entrano coi telefoni? Con le Arube e con i ‘siliconi sigillanti’? Il mito, la seduzione intellettuale, l’ironia, funzionano meglio e più di ottanta poppe al vento. Il gioco della Littizzetto per la Coop, la grazia di una mano d’artista femminile per le sabbie dell’energia dell’Eni, la salute ed energia della Vezzali o della Pellegrini valgono il viso angelicato di Nicole Kidman, la bellezza della Rossellini o della Casta (anche questa accentata…). Nessuna di queste ha bisogno di spogliarsi per far vendere, né di involgarirsi.

Armando Testa, uno da cui abbiamo tutti imparato molto di questo mestiere, diceva sempre che le parole magiche in pubblicità sono ‘gratis’, ‘meglio’, …non l’ho mai sentito dire ‘nudo’. Non l’ho mai sentito inneggiare al volgare. (…) Buon otto marzo dell’anno prossimo… questo, ormai, ce lo siamo fumato. (Fulvio Marcello Zendrini, “Comunicando”, Aprile 2011)

Come promesso, siamo tornati con nuova conoscenza e nuove conoscenze. 😉

Polistirolo, cartone, plexiglass, led… serigrafia, tampografica, digitale… uffici e abitazioni… arredamento, personalizzazione, gadget…

Tante, tante, tante nuove idee da realizzare e nuovi modi per realizzarle. 🙂

A proposito, avete deciso quale oggetto ricorderà di voi ai vostri clienti??? Vi aspettiamo per ogni consiglio.

librerie in polistirolo

 

Non può mancare l’appuntamento annuale con questi due momenti importantissimi di aggiornamento, miglioramento e perfezionamento.

Torneremo con tante novità… tutte per voi!!!! 😉